Una riflessione su Mirafiori attraverso la PNL sistemica
Una cosa è certa, la vicenda FIAT di questi giorni non può lasciare indifferenti. Si tratta, nel mondo delle relazioni industriali di una forte rottura di schema. Nel bene come nel male. Sia chiaro che tutto ciò accade in un contesto, quello italiano, in cui tali relazioni deficitavano di aggiornamento da diversi decenni. Il problema è che tale aggiornamento è stato tentato da una parte (la proprietà) secondo delle dinamiche, mi permetto, piuttosto forzate. Al di là del contenuto dell'accordo, in cui non ho intenzione di entrare, dato che non è questo il mio lavoro, mi preme porre l'accento sul modo in cui è stata costruita la relazione "umana" tra le parti.
Partiamo dal risultato: nonostante ci fosse una palese minaccia (spero mi si passi il termine), da parte della proprietà di abbandonare letteralmente il campo in caso l'accordo non venisse sottoscritto dai lavoratori, il SI è assato con una percentuale risicata, il 54%. Troppo poco se pensiamo che in palio c'era lavoro vs disoccupazione. Il risultato è che sebbene l'accordo si farà, una simile percentuale darà comunque l'idea di un accordo obtorto collo, come a dire: " ci sto, ma non credere mica che mi piaccia!".
Da un punto di vista PNL sistemico cos'è successo dunque? E' successo che all'interno di un sistema una parte ha tentato di prevalere sull'altra negandogli la possibilità di scelta. Scegliere tra la vita e la morte non è una scelta, è un ricatto. In PNL si dice che una scelta per essere tale necessita di almeno tre risposte. Non solo, qui si tratta di riconoscere o meno un'identità, la legittimità di far parte di un sistema, di un contesto, di un ambiente. La sfera che viene toccata è quella dell'identità, ovvero la cosa più forte che abbiamo. E' un fatto di priorità esistenziali: si può vivere senza pane, ma non senza identità. Anticamente si credeva che l'essere umano agisse secondo una scala di valori che partiva dai bisogni fisiologici materiali per salire via via verso quelli cosiddetti esistenziali, tra cui l'affermazione, l'autostima, l'autorealizzazione (Maslow). Nulla di più ingenuo. Come si spiegherebbero allora tutti quei soggetti che comabttono per degli ideali, che afforntano digiuni tremendi, fino a rimetterci le penne? Come si spiegherebbero i kamikaze, i missionari che rischiano la vita per l'amore verso il prossimo? Ergo, il ricatto lavoro vs disoccupazione non funziona sempre.
Ripeto, l'identità è la cosa più forte e più fondamentale che possa avere un individuo, e se questo si sente in diritto di appartenere all contesto preso in esame (quello che conta è come si percepiscono i fatti, molto più dei fatti in sè), negarne la possibilità di scelta o un margine di negozizione, nonchè la dignità di appartenenza, sono delle scelte molto rischiose. Negare a qualcuno la propria rappresentabilità, la propria dignità, anche a fronte di contratti vantaggiosi, ridurra il consenso alla proposta. Inevitabilmente.

fiat. la politica Marchionne
finalmente trovo una voce critica nei confronti della concezione anglosassone degli anni '50 così fortemente meccanica, e quindi priva di ogni libertà, certo semplificante, ma anche illusoria; purtroppo la capacità di adattamento dell'uomo sposta il limite alle situazioni estreme, nelle quali diventa drammatica la scelta perchè convivono, contrapposte, due ragioni
oggi è difficile trovare una via d'uscita condivisibile
il cane del consigliere Vojta è attratto dalla salsiccia; e Schweik marcia sempre nella neve