Le relazioni ai tempi della cassa integrazione.
Diciamolo, ci sono stati tempi migliori per il Made in Italy. Diverse aziende, mie clienti o meno, in questo periodo si trovano a dover fare “cassa”. Alcune o non l'hanno mai conosciuta oppure non la subivano da 40 anni (sia chiaro che la maggior parte delle aziende non supera i 18), trovandosi così impreparate a gestirla non tanto da un punto di vista economico-retributivo, quanto da un punto di vista socio-organizzativo. Capita che nei giorni di lavoro lo stress sia altissimo, che si debba fare in 4 giorni il lavoro di 5; capita che qualcuno si fermi senza sapere se gli verranno pagati gli straordinari o meno; capita che qualcuno cominci a sentirsi in “esubero” e cominci a generare tensione all'interno del proprio gruppo. Capita soprattutto che molte persone, incerte del futuro, o vadano in tensione, oppure abbandonino addirittura la nave.
Questo accade laddove non c'è chiarezza e/o non viene percepito un piano o un progetto comprensibile per l'uscita da questa situazione.
La cosa più importante è di stare sempre LUCIDI. Il principio guida di queste situazioni deve essere quello di fare chiarezza, proprio perchè il rischio “torbidità” è molto più alto del solito. Il lavoro di relazione e comunicazione da parte dei titolari deve essere maggiorato in questi periodi e, se ci sono, è bene condividere i progetti e le idee per l'uscita della cassa stessa.
Un errore sarebbe quello di chiedere “atti di fede”, parole sentite con le mie orecchie. Attenzione, la fede si tiene in piedi con i miracoli, la fiducia, invece, si regge sui progetti e sulla visione. La fede presuppone un seguito passivo e subito, la fiducia è il motore di quel mondo a cui gli altri desiderino appartenere.
D.P.
