Quali risultati concreti porta un lavoro costante sulle relazioni in azienda? Breve racconto di un'esperienza.

 

Qualche tempo fa', durante una riunione con i componenti della direzione generale (costituita da persone con vincoli familiari) di un cliente storico, è capitato che, approfittando della mia presenza, uno dei componenti della direzione chiedesse ad un altro se andava tutto bene, oppure se ci fosse qualcosa di storto, dato che da tempo notava in lui qualcosa di strano, risultandogli più distaccato del solito.
Come un fulmine a ciel sereno, la persona interrogata, senza nemmeno scomporsi, afferma che per la prima volta in 25 anni di esperienza nella stessa fabbrica, stava meditando di lasciare l'incarico e cercarsi altro...
Sui presenti, me compreso, è calato un istante di gelo che è parso lunghissimo e che è stato rotto dal diretto interessato con queste parole:
“Non temete, se e quando me ne andrò lo farò comunque con congruo preavviso e relativo addestramento di chi mi sostituirà”. La riunione si è poi conclusa su altro, ma all'uscita del gruppo, come prevedevo, sono stato fermato dal capo, teneva a dirmi che, paradossalmente, quanto avvenuto qualche decina di minuti prima era il buon risultato di un buon lavoro. E' ovvio, l'idea di perdere un collega di così lunga data in una posizione chiave non fa piacere, tantopiù quando si tratta di una persona con delle qualità. Ancora di più quando con questa persona ci sono legami di sangue. Fatto sta che, a detta del capo, “a questo punto prima o poi ci si sarebbe arrivati, inevitabilmente”. Il mondo attorno al “fuggitivo” era cambiato più e più volte: da quando si è cominciato a lavorare insieme, l'azienda si è trasformata da azienda padronale artigianale ad azienda manageriale (per quanto sempre in mano alla proprietà fondatrice): le strutture organizzative e le modalità di comunicazione sono cambiate più e più volte. Da un approccio “testa bassa e pedalare” a “cerchiamo sempre di sapere quello che stiamo facendo e perché”. In passaggi evolutivi di questo genere ci sono figure che faticano a ritrovare una propria collocazione, gente nata con un certo tipo di approccio, si rende conto di essere fuori asse, o comunque, quando la macchina è andata a regime, comincia a sentirsi inadatta, disorientata, fuori luogo e può tendere all'autoesclusione.
 
Queste cose accadono, insomma, fanno parte dei processi evolutivi dell'organismo azienda, detto questo il punto chiave è COME queste cose avvengono. Ciò che il direttore generale dell'azienda ha tenuto a dirmi è stato infatti che la cosa poteva tranquillamente accadere in modi molto più pericolosi. La figura in questione è stata infatti sotto stress per lunghi anni, e il limite di sopportazione era sempre molto, troppo vicino. Allora si trattava di una persona che si era resa più che essenziale e che se se ne fosse andata avrebbe potuto farlo solo attraverso uno strappo violento e con conseguenze catastrofiche. La cosa interessante, infatti è che il nostro fuggitivo ha fatto l'annuncio di cui sopra in un momento che, se confrontato coi precedenti, non era di particolare stress, ma anzi di particolare lucidità. L'aver lavorato in questi anni sulla chiarificazione dei ruoli e sulle dinamiche di relazione aveva consentito di ridistribuire i carichi dell'azienda in maniera più sensata, di trovare nuove procedure, più snelle e più chiare e di consentire una progressiva acquisizione di lucidità da parte anche del diretto interessato, che (forse) proprio perché sapeva di non generare più grosse difficoltà in caso di una sua dipartita, ha cominciato a concedersi la libertà di pensarlo e di poterlo dire senza generare un grave danno all'azienda verso la quale, nonostante un legame di amore/odio, comunque serba e serbava un forte senso del dovere.
Sempre riprendendo quanto affermato dal capo dell'azienda (nonché mio committente), in questi anni abbiamo lavorato per sbrogliare la matassa e renderla gestibile, questo è secondo lui, ma anche secondo me, un sintomo che ci siamo riusciti.
Davide Paolilllo
Invia nuovo commento
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.