La leadership ed il cambio di ruolo in azienda
Ogni cambiamento implica la ricerca di un nuovo equilibrio. Cambiare ruolo significa inserirsi in un nuovo equilibrio con nuovi obiettivi da perseguire, nuove competenze da sviluppare (tecniche ed umanistiche) e spesso vecchi rapporti reimpostare.
Cambiare ruolo, nello specifico di quando il cambio è in termini di crescita, soprattutto per chi è dotato di un minimo di umana sensibilità, comporta uno sforzo cognitivo ed emozionale non indifferente. Se da un lato il fatto di crescere a seguito di propri meriti e risultati genera gioia e soddisfazione, pochi istanti dopo capita che nasca un po' di preoccupazione, dovuta (secondo l'esperienza mia e dei miei clienti) principalmente al riassetto delle relazioni con i colleghi che prma erano parigrado.
Le preoccupazioni del caso riguardano spesso il timore di "tradire" una sana complicità che era venuta creandosi negli anni, la paura di non essere visti nè accettati come leader, con il rischio di possibili invidie e gelosie. L'obiettivo del neopromosso diventa dunque quello di trovare le chiavi per sentirsi leali e credibili verso sè stessi e verso il proprio nuovo gruppo.
Bisogna capire che cosa è cambiato nella qualità della relazione, che cosa resta e cosa c'è invece da potenziare e da nutrire. Il gruppo, per accettare il nuovo leader, deve potercisi rivedere, deve potercisi riconoscere: leadership è "costrure un mondo a cui gli altri desiderino appartenere" (G. Pajou). L'appartenenza si genera quando ci si riconosce nelle azioni del gruppo guidato dal leader in questione.
Tutto ciò implica che il neo promosso leader sviluppi una capacità di coinvolgimento e di "democrazia" che consenta ai colleghi di essere riconosciuti. A questo punto è dunque necessario costruire regole condivise assieme al gruppo, e insieme darsi una missione. Necessario è altresì esplicitare e recuperare i valori guida che il nuovo leader ha imparato dagli stessi colleghi che si trova oggi a coordinare. I colleghi devono percepire che è stata promossa una loro parte, una parte nobile, ed è stata scelta la persona più capace a farla emergere.
D.P.
