Innovazione continua : un fatto di cultura, di storia, di volontà.

Riprendendo il discorso sui "fattori abilitanti" del metodo Toyota, oltre a esigere un nuovo modello relazionale, fondato sulla cooperazione, l'alta capacità di comunicazione e confronto e l'empowerment,  esso va a colpire direttamente molte delle convinzioni sui modi e sui tempi del "lavorare". 

Tanto per capirci, uno dei miei clienti più coraggiosi, una volta capito che per l'attuazione del Kaizen occorreva staccare un collaboratore a turno dalle macchine per un dato periodo di tempo (mezza giornata per una settimana) e che la cosa avrebbe richiesto delle riunioni continue, il suo primo pensiero è stato che lo avrebbe dovuto fare  di nascosto.

La cosa farà un po' ridere, ma spesso, ciò che non si dice negli splendidi manuali sul tema, è che il nostro modello cultural-lavorativo (area bergamasca ma non solo) non prevede l'osservazione dei processi come vera e propria attività lavorativa. Un uomo-una macchina e l'uomo sempre sulla macchina. Se uno non sta sempre addosso alle cose sembra che non le faccia.

In questo modo accade che, se c'è un errore o una dispersione di processo, non potendo mai alzare la testa, l'inefficenza diventa parte del sistema, fino a far dire che "è inevitabile". L'ultimo che si accorge dell'acqua è il pesce.

Portare un simile modello in una cultura figlia del "tessile" di fine '800, richiede necessariamente un periodo di preparazione, di educazione e di sperimentazione. Dire dall'oggi al domani che "tu non stai sulla macchina per mezza giornata, tutta la settimana ma vieni per prendere appunti e fare osservazioni che poi utilizzeremo e commenteremo insieme", per il mondo di cui sopra, potrebbe generare o dei collassi oppure la richiesta di un alcohol test. Il problema nasce soprattutto col resto dell'azienda. Il primo pensiero che fanno i colleghi è "aaaah lì si che si ride e si sta bene!" come dire anche che se in azienda non si soffre non si lavora.

Se si vuole intraprendere un simile cammino bisogna essere coscienti che le resistenze saranno molte e provenienti da molte direzioni diverse e queste potranno essere vinte solo e soltanto coi risultati e con la perseveranza. Si stanno evolvendo delle convinzioni radicatissime. E' molto bello, ma non è uno scherzo.

 

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