Il (conflitto) femminile in azienda

Qualche giorno fa mi è capitato di affrontare un discorso abbastanza ricorsivo che, a livello ideologico, ammetto di tendere a rifiutare a priori, ovvero la particolare conflittualità di alcuni reparti ad alta se non assoluta presenza femminile. Ripeto che per cultura e formazione questi sono discorsi che tendo a respingere, ma quando più di un cliente (e spesso di genere femminile) ti chiede di dargli una mano in tal senso, non ci si può tirare indietro e bisogna mettere l'ideologia da parte. A questo punto, dato che la cosa pare anche prescindere dal livello socio-culturale, mi sono posto delle domande: ovvero quali sono le differenze che intercorrono nelle modalità di confronto tra uomini e donne?

Partiamo dalle evidenze più banali, a livello proprio anatomico: l'uomo è estroflesso, la donna è introflessa. Tutto ciò implica una cosa su tutte: l'uomo tende all'attacco frontale, la donna al gioco di sponda, a non saltare addosso alle cose ma a guidarle verso di se.

Ora, se riportiamo questo schema banale in un qualsiasi ambiente lavorativo, gli uomini tenderanno a fare a “testa di ferro”, per citare l'Attila di Abatntuono, mentre le donne tenderanno a non scoprirsi mai, giocando di allusioni e provocazioni per far avanzare l'altra e guidarla verso i propri scopi. Da un'altra prospettiva, quando il maschio riesce ad evolversi un minimo dallo stile barbarico-demenziale, mostra come caratteristica il fatto di accettare il confronto in linea diretta e di conseguenza chiara. Un po' brutale, magari, ma senza troppi equivoci.

Cosa succede invece nell'altra metà del cielo? Succede che la negazione del confronto diretto, per ragioni antropologico-culturali, rischia di tradursi in un gioco di allusioni-provocazioni continue, che poi danno adito ad un'entropia nebulosa di equivoci, che a loro volta rischiano di esplodere in maniera ingestibile, compromettendo irreparabilmente la relazione tra i soggetti in causa.

Che fare dunque? “testa di ferro” è l'unica soluzione possibile? Certo che no, immaginarsi delle donne, magari delle esperte legali, delle biologhe o delle impiegate commerciali che si pigliano a craniate in ufficio non è una bella scena, anzi, la considererei una sconfitta per l'umanità. Quello che si può, anzi, che si deve fare, è innanzitutto di accettare che il femminile tende a funzionare nel modo di cui sopra. Di conseguenza è importante alzare le antenne e andare a caccia, sistematicamente, di determinate provocazioni-allusioni:

 

Cosa intendi dire con questa frase?”

 

Già questa semplice frase interrogativa potrebbe portare una piccola rivoluzione in alcuni reparti. Mi raccomando, usatela con cautela.

 

D.P.

 

PS: per chi avesse bisogno di capire cosa intendo con “testa di ferro” clicchi QUI non a caso parliamo di un CULT tipicamente maschile.

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