motivare il personale

La Mandria degli Gnu, ovvero l'importanza (economica) della correttezza.

 

Una volta guardando un documentario ho visto come gli gnu del Sudafrica abbiano sviluppato una modo di attraversare i fiumi estremamente efficace e sicuro a dispetto dei coccodrilli affamati.

Essi procedono compatti al ritmo del più lento e in questo modo, senza lasciare buchi tra uno e l'altro, riescono a guadare questi pericolosissimi fiumi con un'altissima percentuale di successo.

Oggi ho avuto modo di conoscere un reparto produttivo che lavora esattamente in questo modo: si procede al ritmo del più lento, ci si difende l'un l'altro anche in maniera omertosa, con la convinzione che così si porti la pellaccia a casa nella maniera più indolore possibile. Oltre a ciò chi prova a distinguersi dal gruppo rischia le penne, non tanto da parte dei coccodrilli, quanto da parte degli altri gnu, ovvero i colleghi.

Se non per amore, almeno per soldi! ovvero il senso della condivisione delle scelte strategiche in azienda.

 

Qualche tempo fa mi è capitato di condurre una riunione in azienda in cui emergeva come, in un determinato reparto, il cambio di determinati macchinari, per altro vetusti e francamente pericolosi, invece di suscitare un minimo di soddisfazione, al contrario, avevano stimolato negli operatori una reazione tra il rifiuto e la passività.

Nello specifico si notava l'emersione di atteggiamenti nuovi negli operatori (generalmente piuttosto partecipi nel rimediare ad un problema), ovvero una forte auto-deresponsabilizzazione in tutto ciò che faceva la nuova macchina. Ad esempio, se la macchina non lavorava secondo le aspettative, invece di capire cosa si dovesse regolare, chiamavano direttamente il capo che aveva provveduto alla scelta e all'acquisto del macchinario e demandavano a lui, esclusivamente, la risoluzione del problema tecnico. Va da sé che un simile atteggiamento stava cominciando a creare, oltre che un sensibile disappunto nella dirigenza, anche un aumento dei costi e dei tempi di produzione: tutto il contrario rispetto agli obiettivi che ci si era prefissati con l'acquisto delle suddette macchine.

Ottenere il massimo dai propri collaboratori: la strategia del sopravvissuto, un'analisi critica.

In questi giorni tra Natale e Capodanno ho avuto il piacere di rivedere alcuni amici dell'università, e sempre con piacere ho notato come, nonostante il momento non sia certo dei migliori, diversi hanno trovato delle strade molto interessanti e sviluppato attività molto originali, abbastanza da dover assumere fino ad una ventina di collaboratori. E' così capitato che emergesse un tema in particolare: Che strategia adottare con le figure chiave dell'azienda? Come fare per evitare che un collaboratore si passivizzi o faccia esercizio di potere nei confronti dell'azienda approfittando della centralità del suo ruolo?