coaching aziendale
Azienda e affetti
Lo so, l'articolo di un blog non può minimamente essere esaustivo per un simile tema. Nemmeno il libro che un giorno non troppo lontano mi piacerebbe scrivere; ad ogni modo, sempre in virtù di una struttura ricorrente nelle aziende che seguo, provo a buttare lì un paio di spunti da condividere coi miei venti, manzoniani, lettori.
Succede spesso che in fase di coaching si giunga ad un nodo delicato, lo si capisce dal fatto che il cliente comincia a girare intorno e a presentare la stessa struttura, le stesse dinamiche descrivendo una “no-win-situation” di cui non si rende nemmeno ben conto. Spesso, relativamente alla mia esperienza, ho notato che tale nodo ruota attorno a qualcosa che di aziendale ha molto poco...
Le relazioni ai tempi della cassa integrazione.
Diciamolo, ci sono stati tempi migliori per il Made in Italy. Diverse aziende, mie clienti o meno, in questo periodo si trovano a dover fare “cassa”. Alcune o non l'hanno mai conosciuta oppure non la subivano da 40 anni (sia chiaro che la maggior parte delle aziende non supera i 18), trovandosi così impreparate a gestirla non tanto da un punto di vista economico-retributivo, quanto da un punto di vista socio-organizzativo. Capita che nei giorni di lavoro lo stress sia altissimo, che si debba fare in 4 giorni il lavoro di 5; capita che qualcuno si fermi senza sapere se gli verranno pagati gli straordinari o meno; capita che qualcuno cominci a sentirsi in “esubero” e cominci a generare tensione all'interno del proprio gruppo. Capita soprattutto che molte persone, incerte del futuro, o vadano in tensione, oppure abbandonino addirittura la nave.
