L'azienda, la famiglia e la chiave dell'appartenenza

Il mondo aziendale si può dividere in due scuole di pensiero: chi poggia il proprio successo sul perenne ricambio dei propri collaboratori tenendo in circolazione un sangue sempre fresco, demandando la loro formazione ai collaboratori stessi secondo il loro interesse, e chi al contrario tende a costruire rapporti di lunga durata, attraverso i quali i collaboratori fanno esperienza, crescono e si legano alla realtà aziendale sentendola propria. La differenza di base tra le due scuole di pensiero è che se chiediamo ai nostri collaboratori qualcosa che vada un passo oltre lo stipendio, il primo approccio non sarà certo quello adatto, dall'altra parte, la volta che un legame dovesse incrinarsi, come purtroppo capita, il secondo approccio comporterebbe un trauma sicuramente maggiore.
Diciamo che per il primo approccio non occorre praticamente alcuna consulenza se non quella di un commercialista e di un avvocato del lavoro, per il secondo invece è necessario sviluppare una gestione delle relazioni che oggigiorno è molto più complessa di un tempo.
 
Qualche decina di anni fa' sia il lavoro che la famiglia erano caratterizzati da rapporti più semplici e più duraturi. Famiglia e Azienda sono due organismi, due sistemi viventi di carattere sociale (oltre che biologico per la famiglia) che in questi decenni sono cambiati moltissimo, moltiplicando le proprie possibili configurazioni e le proprie definizioni. Rimane validoil fatto che azienda e famiglia vengono sentite proprie quando c'è uno di scambio energetico tra l'individuo e il sistema, che ovviamente (?) non può basarsi solo sullo stipendio (nel caso della famiglia il mantenimento). Un altro elemento che accomuna i due contesti sociali (per la famiglia possiamo parlare di contesto “non solo biologico”) sono la contigua crescita ed evoluzione dell'individuo e del sistema sociale stesso.
 
Se un collaboratore non avrà modo di percepire una propria crescita all'interno dell'azienda, terrà un legame debole con l'azienda, il quale potrà essere dissolto alla prima “tentazione” esterna (stipendio, vicinanza a casa...). Oltre a ciò, se il sistema azienda non farà crescere i propri collaboratori, essa potrà soltanto “dissipare” (Prigogyne) la propria energia, ovvero adattarsi al cambiamento senza mai essere in grado di guidarlo. Allo stesso modo una famiglia i cui componenti non crescono o il cui ruolo viene costretto dentro certe pareti, è destinata o ad una rapida estinzione, oppure alla rottura dei legami tra i propri membri ed il nucleo originario di appartenenza. Al contrario se i componenti familiari cresceranno in una relazione dinamica e cambieranno ruolo, il legame con il nucleo originario sarà molto forte e l'identità familiare, il nome e l'appartenenza saranno capaci di rinnovarsi e mantenersi. In famiglia, come in Azienda.
 
Davide Paolillo

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